poche parole da tenere in tasca quando le cose vanno meglio

novembre 25, 2009 § 6 commenti

e quindi discutendo con marcosCud di ciò che serve dire per essere di sinistra, lui mi ha tirato fuori il nome di rossanda o forse l’ho tirato fuori io e mi sono ricordata di quella volta che Rossanda venne invitata nella mia università per una serie di seminari sui problemi irrisolti del 900 (tutti, credo) e una parallela serie di seminari sulla “questione femminile”.

Erano seminari affollati da donne che stavano in università a vario titolo, docenti, studenti, personale amministrativo. Erano seminari senza programma in cui con pazienza e dettaglio Rossanda non solo ricostruiva davanti ai nostri occhi la storia del femminismo, ma ci offriva coordinate per posizionarci nella mappa delle relazioni sessuate e di potere, ci mostrava l’albero genealogico e culturale e il ramo su sui stavamo appoggiate. Erano seminari in cui io, borghesuccia con la kefiah, il manifesto in borsa e troppa bigiotteria, io che non avevo mai visto altre donne lavorare tranne mia madre e anche lì con i grandi privilegi e drammi che nascono dal lavorare per tuo padre, io scoprivo un mondo di donne diverse, di donne che facevano del loro privato, politica.

Erano seminari chiosati dai racconti di Rossanda sulla sua esperienza di donna, sterile in canna come diceva lei, sulla sua esperienza nel PCI e sulle volte in cui, nel comporre i gruppi di lavoro o che avrebbero dovuto comiziare in giro per l’Italia durante le campagne politiche, spesso si fosse sentita dire: «allora, vanno Ingrao, Pajetta e Rossanda. Ah sì, e poi ci vuole una donna».

A capire che non capivo nè sapevo articolare, figuriamoci analizzare la “questione femminile” ci ho messo pochissimo e tutto si è raccolto in poche lucide parole di Rossanda. Rispondendo alla mia baldanzosa constatazione che grande progresso era stato raggiunto nella condizione della donna rispetto alla generazione precedente, progresso che si manifestava nella sua, della donna, libertà di scegliere se avere una carriera o farsi una famiglia, lei ha risposto: «e perché sarebbe un progresso? Gli uomini non hanno mai dovuto scegliere».

Ci sono conquiste che sembrano conquiste ma non lo sono affatto. Ci sono trasformazioni che sembrano in meglio ma sono solo pezze ad una macchina che non funziona. Io quel giorno ho imparato la differenza tra riforma e rivoluzione.

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§ 6 risposte a poche parole da tenere in tasca quando le cose vanno meglio

  • chiaratiz ha detto:

    che bello ‘sto pezzo, elena

  • spritzallaperol ha detto:

    mi hai fatto ri-innamorare della Rossanda. e che bello sarebbe stato vederti con la Kefiah il Manifesto e troppa bigiotteria :)
    bellissimo questo post.
    bellissimo.

  • marcoscud ha detto:

    Bene, bell’articolo col solito difettuccio dei “Sinistri” la precisione. Qualcosa detto nell’articolo è impreciso? Assolutamente no, anzi! L’imprecisione è nel mio Nick: Che è Marcoscud! Marco Scud(eletti). ‘Adona Ignu (Madonna Signore) (bergamasco di qualche lontanissimo progenitore) ma è grave? Assolutamente no, ci sono abituato. Il 90% mi chiama così! Ho smesso di correggerli! E scusa per i Sinistri. Mi sono ricordato un fatto della fine anni 50 a Valtournache (AO) dove passavamo da 2 a 3 mesi di vacanza ogni anno. La prima volta che nel villaggio arrivò una famiglia di Sovversivi, un parlamentare o senatore del PCI (poi PDUP o quant’altro): Giua mi pare si chiamassero. Nel giro di pochi giorni il tam-tam delle mamme (quelle che oggi chiameremmo soccer-moms) si era mobilitato perchè isolassimo i 2 figli, ambosessi e nostri coetanei, come figli di pericolosi atei (e chissà se erano sposati?). Devo dire che io avevo dei genitori che dire grande è dire poco. La mia mamma me lo disse ridacchiando e suscitando in me la stessa reazione di avversione verso i pretoni ad oltranza. Infatti, a parte una innocente domanda: Ma voi non andate a messa? Glissata signorilmente, ci abbiamo giocato insieme benissimo. Non abbiamo neppure cercato di vedere se avessero le corna. ;-)) Sin da allora ho sempre trovato cretine queste cacce alle streghe fondate su stupidissimi luoghi comuni e con gli anni ho scoperto che queste idiozie non erano patrimonio di una parte politica ma erano assolutamente identiche in tutti e 2 i campi. Per questo un giorno, e mi dispiace non ricordami dove e da chi, ho trovato la citazione di Rossana Rossanda e l’ho presa pari pari e l’ho messa nel mio Feed. In questi giorni ho scoperto di avere molti più amici a Sinistrra che a Destra (forse perchè la destra è veramente “una palla” per un anarchico situazionista del mio calibro). Vorrei evitare di riscrivere la storia della Sinistra (potrei anche) vista con gli occhi di un ingenuo e ricettivo ex-Socialista/Repubblicano, per cui ti saluto, sperando tu sia sopravvissuta agli Hooligans!

  • chiagia ha detto:

    bel post

  • claire ha detto:

    grazie Elena per questo post, hai dato voce e parole ad un mio pensiero di sempre :D bravissima

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