ode allo scatolotto stanco

gennaio 23, 2010 § 6 commenti

Sembra che il mio mac sia giunto al capolinea.

Dopo 5 anni, un viaggio in USA, due a Dubai, est ovest sud e nord Europa e almeno cento volte tra Italia e Londra, mi ha detto che è stanco e vuol andare in pensione.

Ormai il lettore cd/dvd non funziona più e installare software è diventato una pena.

Gli speakers non funzionano bene, ogni suono sembra uscire da un grammofono del 1923.

Il track pad sta perdendo sensibilità e non sempre risponde alle mie richieste, spesso ingiuriose.

È caduto talmente tante volte (tutte le volte che mi si attorcigliava ai piedi il cavo dell’alimentatore e me lo trascinavo dietro appena mi alzavo dalla sedia) che assomiglia sempre di più a una scultura si Anish Kapoor che a un computer portatile (qualcosa di cui Jonathan Ive andrebbe fiero, o forse no, non so).

Per ultima la batteria (la seconda) è andata, e non lo posso più staccare nemmeno un secondo da questa flebo che lo tiene in vita.

Insomma, mi ha servito bene e a lungo e ha tirato la carretta e mi ha visto fare presentazioni oscene e alcune, poche, che hanno detto qualcosa di intelligente, mi ha visto scrivere lettere d’amore, fare diagrammi che servivano lenzuola per stamparli, scoprire luoghi e persone, prenotare decine di biglietti easyjet, mi ha visto piangere alla ricerca di parole per descrivere una ricerca che non va avanti e ridere con amici ora lontani.

Ha visto nascere e morire molti blog, il primo, quello messo su con typepad per raccogliere gli auguri di buon compleanno al mio compagno, all’epoca lontano da casa e dai suoi amici, a fare carriera nella prigione dorata degli emirati. Molti di questi blog sono svaniti, alcuni sono restati.

E poi migliaia di email, due hard disk, uno, “quello vero”, ancora in un cassetto, avvolto in una copertina che lo protegga dagli urti, in attesa di essere risvegliato dal bacio di un principe del data-recovery per potermi restituire le mie centinaia di foto, i film e la musica e anche le bozze dei capitoli della tesi di dottorato che comunque, stranamente, non mi sono mai mancati, nonostante fossero l’unica evidenza di quello che avevo pensato e scritto negli ultimi 4 anni.

Ecco, voi pensate di voler bene al vostro aiFono, e ai vostri kindle. Ma io a questo scatolotto ci ho affidato pezzi di vita.

Adesso se qualcuno mi dice come fare un back-up anche di quelli prima che la macchina si autodisintegri, gliene sarei eternamente grata.

Ciao piccolo scatolotto.

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§ 6 risposte a ode allo scatolotto stanco

  • Gary Coopo ha detto:

    mi spiace elena, per queste circostanze non ci sono parole adatte.. un abbraccio

  • emilio ha detto:

    Un hard-disk esterno e fare un copia-incolla dell’hard-disk del mac ?

    In subordine compra un bell’Lacie da 2 Tb ( sono hard-disk esterni ) , portalo in un centro Mac e fai fare a loro il back-up dei dati .

    emilio

    • elena ha detto:

      grazie, per ora i dati sono salvi (la mia università offre spazio quasi infinito, soprattutto dal mio punto di vista che non ha mai superato 50Gb). Ma come faccio a riversare su disco tutte le emozioni infilate dentro lo scatolotto?

  • emilio ha detto:

    Scatta una bella foto dello scatolotto e la metti come sfondo del Tuo telefonino . . . ed il giuoco è fatto

    Good Sunday

  • ilbambi ha detto:

    vorrei anche io arrivare al capolinea stressandomi per i troppi viaggi :-)
    Respect per il tuo Mac :-)

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