sentieri

maggio 7, 2010 § 21 commenti

«Non ho figli, non guardo la televisione e non credo in Dio, tutti sentieri che gli uomini calpestano per rendere la loro vita più semplice»

L’ho trovato qui (è di Muriel Barbery, L’eleganza del riccio), e racchiude in una frase quello che da tempo vado spiegando di me a me stessa e agli altri, spesso essendo fraintesa (dagli altri). Più semplice non vuole dire più facile o serena, fin lì ci arrivo pure io e spero anche voi e quindi non venite a dirmi tu non sai, tu sì che hai la vita facile. Semplice vuol dire una vita più (non completamente, ma più) uguale a quella della maggioranza della popolazione occidentale. Lavoro, matrimonio, figli, casa, amici, quando sopraggiunge un velo di noia e qualche ruga c’è internet, i blog, i social networks, la politica, il calcio, il fai da te.

Io sempre a dover spiegare perché e come mai sono quello che sono.

E poi dite che sono snob. E ti credo! Sono anche stufa di spiegare.

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§ 21 risposte a sentieri

  • Gary Coopo ha detto:

    quello che non mi convince di quella frase che conoscevo (e che naturalmente varrebbe anche a parti invertite) sta nella necessità di contrapporsi a qualcosa per dare forza al qualcos’altro che si sta vivendo, nonostante questo sia molto umano

    • elena ha detto:

      “Molto umano” lo diceva chi? L’androide Rutger Hauer di Blade Runner o l’androide Lance Henriksen del secondo Alien dopo che lo avevano tagliato in due? Capisco il senso del tuo commento. Ma non mi giudicare, sono una personcina frustrata e sola, parlo solo per me, non posso generalizzare. Parafrasando Simone de Beauvoir, non esiste l’umano, solo gli uomini (e le donne).

  • Gary Coopo ha detto:

    ehi calma, 3 citazioni in 3 righe non riesco a starti dietro.. poi non giudico, notavo questa tendenza, questa necessità secondo me non necessaria di farsi forza giudicando le debolezze dell’altrui stile di vita. Anche io sono una persona frustrata e sola, pur percorrendo quei sentieri di cui parla la frase ma non riesco ad alleggerirmi dei miei carichi per “confronto”. Scusami lo so che sono un po’ scassacazzo

    • elena ha detto:

      ma io do l’impressione di giudicare?
      no perché che io esprima un punto di vista, anche in maniera dura, questo lo so. Ma poi ognuno liberissimo di dire fare baciare etc. Ma non solo libero nel senso, vai a farlo a casa sua, libero anche a casa mia.
      A me giudicare (valutare, misurare) non piace.
      Poi però mi danno molto fastidio le persone che si giustificano in qualche modo, a volte ricorrendo alla banalità. Giustificarsi è terribile. Per se stessi, mica per gli altri. E’ una cosa tipo chiedere scusa perché esisti. O dover spiegare quello che sei.
      Meglio il buddismo che insegna a essere. Senza essere per forza qualcosa.

      A me gli scassacazzi piacciono tantissimo!

  • Gary Coopo ha detto:

    tu tarzan io cita: “Essere liberi significa emanciparsi dalla ricerca di un destino, rinunciare a far parte sia degli eletti sia dei reprobi, essere liberi significa esercitarsi a non essere niente” (E. Cioran)

  • Mr.Loto ha detto:

    Beh, i figli e la Fede non sono una libera scelta. Non sono per tutti.
    Quanto alla televisione nell’era di internet siamo in molti a non accenderla più, per fortuna.
    Saluti.

    • elena ha detto:

      mi dispiace ma non sono d’accordo su nessuno dei tre i punti: figli e fede (l’unica Fede maiuscola che conosco è una mia amica) sono ESCLUSIVAMENTE una scelta personale. Evviva la contraccezione, evviva la 194, evviva la libertà di pensiero!
      Evviva soprattutto che secondo la tua visione bigotta, io non sono una eletta dal tuo dio per essere parte della sua squadra.
      Io ballo da sola.

  • vipero ha detto:

    Quella frase, in realtà, io la tradurrei così:
    cosa fai per alleviare la strizza che provi?
    Io, da fifone cronico, ho cercato di aggrapparmi ai figli.

    Strizza. Si basa tutto su quello, in fondo.
    Religione? Fede? “Ad un certo punto qui hai da passà, non scappi.”
    Figli? “m’illudo di continuare anche dopo”.
    La tivvù invece mi sfugge, non guardarla penso sia snobismo puro.

    Ha ragione Mr Loto: la fede non è una scelta.
    Ma i figli sì, e dovrebbe continuare ad esserlo.

    • elena ha detto:

      L’ultima frase che ho lasciato a friendfeed prima di allontanarmene definitivamente è stata: “l’amore non esiste, la paura di restare soli, sì.”
      Un po’ radicale ma io la sottoscrivo ancora.
      Parlavo con un’amica di fede cristiana (non cattolica) e mi ha fatto ribaltare la questione dei figli: se non puoi averne, per vari motivi, allora averli non è più una libera scelta.
      Sulla questione religiosa, potrei chiederti di evitare termini tipo: ha ragione, ha torto? Sono opinioni, tutte.
      La mia opinione è che la religione è una cagata pazzesca e dio ha lo stesso valore ontologico dell’unicorno. Sulla dimensione culturale e sociale delle religioni possiamo discutere. Credere in dio o nell’unicorno E’ solo questione di scelta.

  • vipero ha detto:

    Allora mi correggo: concordo con l’opinione 1 di Mr.Loto, non concordo con l’opinione 2 di Mr.Loto.

  • vipero ha detto:

    cacchiarola, il contrario. no all 1, si alla due. uffa (certo dire ha ragione ha torto è più facile neh).

  • chiaratiz ha detto:

    quello che mi turba sempre, quando vengo qui, è la tua necessità di paragonare le tue scelte di vita a quelle degli altri. E di dare delle definizioni, anche dei giudizi, per quanto tu affermi che non ti piacciono i giudizi. Va a finire che uno si sente in dovere di spiegare a te, e non tu a lui, il perché e il percome di scelte e atteggiamenti che tu fraintendi decisamente. Io, evito. Però me ne esco con una frustrazione, lo dico.

    • elena ha detto:

      Chiara, non ho capito dove sta scritto che 1) quello che scrivo non debba turbare. Se turba, bene. Vuol dire che dico qualcosa. Se rassicura, non ho detto niente. 2) Anche chi non fa paragoni, scrivendo di se stesso/a invece che tenerselo per se, si (im)pone come rappresentante di qualche categoria di comportamento. Io sono come il manifesto: sopra in alto c’è scritto “quotidiano comunista”. così sai cosa leggi. 3) io non giudico ma non giustifico nemmeno. Ognuno si prende la responsabilità di quello che fa. In questo sono del tutto anti-cattolica. Io sono responsabile di quello che scrivo e tu di come ti senti quando lo leggi.
      Se esci frustrata da questo blog, mi dispiace, ma non è nelle cose che scrivo. E in quello che scrivo, lo leggi tu il dovere di spiegarti che non è né chiesto né imposto.
      Spero tornerai qui a turbarti e spiegarti un po’. La serenità è uno stato d’animo sopravvalutato.

      E infine, “sempre”??? Cioè io scrivo del tipo che si scaccola e questo genera disagio e turbamento?

      • elena ha detto:

        certo che però anche tu Chiara a dire che io fraintendo “decisamente”, ci vai giù pesante con i giudizi. Diciamo che stiamo tutti a guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro quando si tratta di giudicare e sentirsi giudicati. Palla al centro

  • ms.spoah ha detto:

    Tu mi piaci un sacco.

  • ms.spoah ha detto:

    (A volte ho la spontaneità degli ubriachi, lo ammetto)

  • ms.spoah ha detto:

    (Ah, però non era una cazzata.)

  • ms.spoah ha detto:

    Troppo in fretta, dici? Mh, secondo me no. Neanche quell’altro :-)

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