don't look down

maggio 17, 2010 § 3 commenti

Nei (tele)film americani, quando c’è un ascensore, le persone dentro l’ascensore sono tutte allineate con la faccia verso l’uscita. Che sia una persona o trenta, sempre con la faccia verso l’uscita. Immagino che il (tele)film sia una buona rappresentazione della realtà o del desiderio di quella realtà. Il puritanesimo dominante mascherato da politically correct impedisce la pratica dell’appoggio (figuriamoci) ma nemmeno eccitarsi all’odore dell’altro credo sia contemplato. Si può stare tutti ammucchiati, uno dietro l’altro, uno affianco all’altro nella certezza, che nessuno allungherà le mani. Big brother nel cervello.

A Londra (che non è Inghilterra, né Gran Bretagna, né Regno Unito) la dinamica interpersonale da ascensore non nega il rischio di palpeggiamento e infatti si sta tutti in circolo con il culo ben appoggiato alle tre pareti disponibili. La situazione di complica quando non c’è più spazio lungo le pareti e ti ritrovi a dover mettere per forza la faccia o il culo davanti a qualcuno.

Si formano così delle fluide strutture umane in continuo disagiato movimento per evitare di lasciare troppo a lungo culo e faccia nello stesso posto, un waltzer imbarazzato ad ogni piano, quando sale o scende qualcuno, un cauto struscio in 2 metri quadri.

Va bene, ammetto che questa lettura delle dinamiche da ascensore è forse solo nella mia testa. Io sono quella che se le cammini troppo vicino da dietro si preoccupa di più che tu le stia guardando il culo che non il rischio di scippo. In quelle situazioni io mi fermo e ti faccio passare avanti. Il mio culo tende a crescere se guardato. Secondo me.

Io in ascensore salgo solo se c’è spazio lungo le pareti. Così posso essere quella che tocca e guarda. O quella che le viene la voglia di farlo.

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§ 3 risposte a don't look down

  • m ha detto:

    In America, ad esempio al supermercato, se qualcuno per errore ti passa vicino anche solo ad una cinquantina di centimetri ti chiede scusa: hanno una percezione di vicinanza e di sfera del personale che è ancora più elevata della nostra. In Italia ti si parcheggiano sui piedi e neanche se ne accorgono.

    • elena ha detto:

      a londra è un casino perché con il misto di culture non c’è mai una regola che vale sempre, tranne quella che non si guardano le persone sui mezzi pubblici. Anche questa però (che è la migliore perché è segno di un generale e ben accetto menefreghismo su come appari) sta perdendo colpi, mi dispiace dirlo, per l’afflusso rapido di popolazione dall’est europa. Non so perché ma sono loro che ti fissano. Forse è che sono di stampo cattolico?

  • dilaudid ha detto:

    riscriviamo le regole della prossemica

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