mirror mirror on the wall

maggio 17, 2010 § 18 commenti

Perdonate l’effetto backlinking ma voglio riscrivere qui quello che ho scritto in un commento al Giornalaio.

Qui il suo. Che secondo me stereotipa acriticamente il legame tra immagine della donna e disturbi dell’alimentazione e della percezione di se. CORREZIONE: il Giornalaio non stereotipa ma riporta e collaziona, acriticamente, fonti diverse. Sorry!

E questo è il mio.

Sono molto turbata da quello che scrivi per i seguenti motivi.
1) più e più e più volte, tu anche fai riferimento a corpi perfetti e bellezza (parli di “corpi proporzionati, di figure simmetriche e di visi attraenti”) come se questi fossero valori oggettivi mai da mettere in discussione come se il problema della donna fosse di imparare a gestire la distanza tra un modello e la realtà e non invece quello di negare l’esistenza di un modello unico.
Se il modello fosse un altro? Tutti a cambiare le nostre teorie su anoressia e bulimia? Stai attento a come scrivi, per favore. Se no sei vittima dello stesso squallido stereotipo maschilista e mi fermo qui se no dico le parolacce!

2) Il secondo motivo è che i cosiddetti studi sul legame tra immagine della modella-newyorkese-fatta-di-coca-e-con-gli-occhi-gonfi-perché-ha-appena-vomitato-eppure-è-bella-e-va-sulla-copertina-di-vogue e disturbi dell’alimentazione, si dimenticano della relazione che esiste tra l’illusione di potere (mediatico) assegnata alla portatrice dell’immagine stessa, e il narcisismo distorto mescolato al bisogno approvazione e di controllo su se stesse (avete idea di quanto auto-controllo ci voglia per tenersi sulla soglia della morte da fame senza mai morire né vivere?) che sono profondamente radicati  in chi soffre di disturbi dell’alimentazione. Sono studi a mio parere, superficiali.

3) La visione psico-fisiologica medicale del problema ne nasconde la dimensione sociologica. Perché desideriamo quello che desideriamo, che sia un corpo inesistente o una macchina o un pene smisurato o una casa di 300mq che si affaccia sul colosseo? Qui ci sarebbe bisogno di tutta la bibliografia di Richard Sennett ma ve la spiego un’altra volta. Resta che è bene porsi la domanda. A chi serve una donna che si preoccupa della sua immagine e basta?

Ma che diamine giornalaio, anche tu pensaci o rileggiti prima di premere invio. Pensavi di fare un buon servizio al mondo femminile ma purtroppo io ci leggo tutto il contrario.

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§ 18 risposte a mirror mirror on the wall

  • dilaudid ha detto:

    della liberatoria non c’è bisogno

  • elena ha detto:

    si ma era meglio se prima me la chiedevo, ché (giusto per smentire me e dare ragione agli stereotipi) in quella foto mi faccio schifo

  • dilaudid ha detto:

    incline all’esibizionismo con pentimento postumo, il post del giornalaio sta lavorando. c’è una sagoma indefinita, assolvila. il titolo della foto è”sagoma e gomorra”

    • elena ha detto:

      Il post del giornalaio sbaglia. Lo schifo di me stessa, quando chiama, non grida al bisogno di conformarmi a modelli di figume banale, ma al sapermi incline all’esibizionismo con pentimento postumo. Devo togliere esibizionismo o pentimento e poi sarò pura e felice.

  • pedroelrey ha detto:

    Cara Elena,
    So che mi segui con attenzione, anche questo tuo commento, se necessario, nè una minima prova. Ti ringrazio.
    Molto spesso mi sono riferito alle neuroscienze ed in particolare al neuromarketing in termini estremamente critici, non esitando a definirlo fondamentalmente una bufala, un tentativo di razionalizzare, di dimostrare scientificamente cose che stanno nelle scienze sociali e dunque si approcciano per trial and error più che sulla base di postulati scientifici.
    Concludi al terzo punto riferendoti alla dimensione sociologica ed alla sua influenza, credo che sia la giusta conclusione. I media – in Italia più che altrove, probabilmente, proiettano, influenza stili di vita e modelli di comportamento; come certamente sai moltissimi bambini vogliona fare da grandi i calciatori e le bambine le veline, letterine..etc.
    Forse cambiano i riferimenti, le discipline di studio ma le conclusioni sono simili.
    L’aver riportato una notizia, non necessariamente significa condividerla acriticamente, credo.
    Un abbraccio.
    Pier Luca

    PS: Sul maschilismo la mia condotta di vita mi lascia assolutamente sereno

  • pedroelrey ha detto:

    Duplicare ha poco senso, secondo me.
    Letto.
    Sto integrando [rispondendo, a proposito di linguaggio, sarebbe sbagliato] “di là”.
    Un abbraccio.
    PLuca

  • Luigi G. ha detto:

    L’articolo scritto dal giornalaio è comunque incomprensibile e spiega malissimo quello che in realtà ha provato lo studio che cita.

    Lo studio infatti non fa altro che dimostrare come ci sia una reazione differente tra uomini e donne rispetto alla visione di immagini che propongono i modelli di bellezza della cultura di massa (appunto di massa, magari ci sarà chi ama l’obesità, ma ciò rimane una devianza rispetto alla massa, seppur legittima). Risultato: le donne sono molto più sensibili degli uomini al confronto tra il modello ed il proprio corpo. Ciò deriva anche da un’immagine di sè più distorta da parte delle donne rispetto a quella che si autodefiniscono gli uomini (il che spiega anche che il modello spesso non conta, come affermavi tu).

    Non ci vedo nulla di strano. La tua sensibilità un po’ piccata all’argomento è una prova ulteriore alla veridicità dell’esperimento.

  • pedroelrey ha detto:

    Luigi: “I neuroscienziati americani hanno inferito che il corpo perfetto delle donne è un’immagine più diffusa tra le appartenenti allo stesso genere di quanto non lo sia la figura maschile ideale tra gli uomini e le reazioni femminili non sono biologiche, ma correlabili all’acculturazione di massa”.
    Sei sicuro che non abbia spiegato bene o, addirittura, malissimo, quel che emerge dallo studio?
    Ciao
    Pier Luca

  • manu ha detto:

    sono con te. anche se mi manca la bibliografia di sennett. provvederò con slancio, vedrai. baci.

  • Luigi G. ha detto:

    Sono impressionato da quanto ci sarebbe da dire su così poche righe. Grammaticalmente è tutto corretto, il contenuto però è nullo, lo dico con rispetto, ma mi tocca dirlo.

    Nel link all’abstract che hai postato (dubito che tu abbia la password per leggere tutto l’articolo, quindi suppongo abbia letto solo quello) da nessuna parte si dice che “le reazioni non sono biologiche ma correlabili all’acculturazione di massa”. Questa che scrivi poi rimane in sè una castroneria logica: come fanno a non essere reazioni biologiche se vengono fatte delle scannerizzazioni del cervello per vedere qual è, appunto, la reazione biologica? Poi, nel caso così fosse, bisognerebbe comunque spiegare qual è la correlazione poichè il solo termine “correlazione”, pur essendo accattivante, non dice nulla da solo e bisognerebbe anche spiegare cosa significa acculturazione di massa, altro termine accattivante ma che detto così non significa nulla.

    Inoltre, da nessuna parte è scritto “che il corpo perfetto delle donne è un’immagine più diffusa tra le appartenenti allo stesso genere di quanto non lo sia la figura maschile ideale tra gli uomini”. Tra l’altro in questo caso bisognerebbe comunque sspiegare prima cosa significa dire “immagine diffusa”.

    Vedi un po’.

    • Piet Luca Santoro ha detto:

      Luigi, non ho l’ abitudine di intavolare discussioni inutili dal vivo, sul web con la maggior probabilità di equivoco ancor meno. Ti lascio alla semantica, al temperino e alle supposizioni che non mi interessa smentire. Peccato. Ciao. Pluca

  • Marta Liverani ha detto:

    Questo battibecco non è la rappresentazione completa di quello apparso su Il Giornalaio di P.Luca Santoro, è stato censurata dalla blogger.
    Marta

  • […] sono stata accusata, da una signora a cui auguro di trovare preso la felicità e la pace dei sensi, fosse anche con un golden retriever […]

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