differenze

giugno 23, 2010 § 16 commenti

Mi piacerebbe riuscire a capire o far capire perché secondo me ci sono delle differenze tra:

scrivere ed essere scrittore;

fare fotografie ed essere fotografa;

avere un’opinione ed essere un politico;

dire male o bene di quello che ci pare ed essere un critico;

suonare uno strumento ed essere musicista;

rispondere al telefono ed essere un project manager;

cucinare benissimo per 30 persone ed essere chef;

fare un figlio ed essere madre/padre.

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§ 16 risposte a differenze

  • vipero ha detto:

    i figli sono di chi li cresce, non di chi li fa.
    però se li fai, e poi li cresci, un quaccheccosina in più si avverte.

    almeno io.

    • elena ha detto:

      in chi si avverte vipero? nel genitore o nel figlio? ecco, almeno tu. Altri non so.
      Credo che genitori e figli adottivi avrebbero da ridire.
      Forse si sente qualcosa di diverso. Non lo definirei “di più”.
      L’unico sentimento in più è: “pheeeew! meno male che mi sono riprodotto. adesso i miei geni deambuleranno per l’orbe terracqueo per altri 80 anni”.
      Cioè quello che si sente di più si chiama egocentrismo?

      • vipero ha detto:

        sì po’ esse.
        ho vissuto ambedue le esperienze, e sono ambedue totalizzanti, quasi indistinguibili. quasi.
        quelli naturali, sarà per la somiglianza (o la pretesa di vedere qualche somiglianza), scatenano quel “un po’ di me si perpetua, alla fine”.

        Egocentrismo? Attenuazione della strizza da tanto bisogna morì?
        Sicuramente.

  • […] Pubblicato in linchi eccetera, ombelicale, molto ombelicale, opinioni non richieste così lo faccio dire a qualcun’altra: […]

  • ms.spoah ha detto:

    Vipeeeerooooo, i filgi non sono di nessunooo!
    Elena, ma la journalista gonza sei tu? Io non ci capisco niente con questa matrioska di link :-|
    E poi: non è questo il post titolato ad essere il prossimo,vero?

    • elena ha detto:

      No a tutte e due le domande. Magari fossi una giornalista. Magari fossi qualcosa.
      Il prossimo deve ancora venire. Non ci ho tempo per ora, te devi da aspettà.

    • vipero ha detto:

      abbine due, poi mi dici ;)
      quando il grande al minibasket ha infilato il primo canestro ed il pubblico ha emesso un boato, dopo aver smesso di sgocciolare lacrimoni a fiotti ho mormorato: “quello è MIO figlio!”.

      Insomma non è facile, è pure costoso, qualche goduria ogni tanto e sentimento di possesso, concedimeli.

      • elena ha detto:

        vipero, tu sei tanto una brava persona e pure arguto ma secondo me su figli e paternità hai delle idee basate su esperienza personale (e mi va bene) e da quelle non ti sganci. Non astrai, non politicizzi. Non so che esperienza hai avuto ma non ti ha reso obiettivo.

        Non credo sia corretto dire a me (che di figli con i miei geni non ne posso più avere) o a mspoah (sulle cui scelte o potenziali riproduttivi non so nulla) “dovete provare per poter parlare”.
        Io figli non ne ho, non ne avrò, di me resterà una foto e dopo quella nulla. Ma come figlia so più o meno cosa vuol dire esserlo di genitori con egoismi, ignoranze, preferenze, passioni e lacrimoni. Non è tutto una figata. Genitori che pensano di essere dei gran saggi e invece andrebbero internati ne ho visti tanti.
        In primis genitori troppo fieri dei loro figli in quanto pezzi di loro stessi. Non in quanto persone distinte ma in quanto un pacchetto di geni attaccati a gambe più giovani per fare canestro.
        Di quell’orgoglio egoista io porto le cicatrici e alcune sono cicatrici vere, sulla carne, non cicatrici metaforiche.

        Io ti concedo quello che vuoi, ma quell’egocentrismo è la realtà. Ma l’altro figlio tuo lo sa che siccome non ti assomiglia ti dà meno brividi lungo la schiena? No perché forse dovrebbe.

  • ms.spoah ha detto:

    Vipero, mio lo puoi dire, solo che non è vero, non come aggettivo possessivo, né in senso pratico né in senso filosofico :-) e anche se i miei modus credo siano un po’ diversi dai suoi ed anche se delle mie scelte e dei miei potenziali riproduttivi non so niente di definito e definitivo, sono d’accordo con Elena. So anche dell’orgoglio egoistico (persino del mio) e dell’egoismo estremo a cui portano le frustrazioni personali (e qui non mi riferisco a me); so delle cicatrici, anche se quelle reali mi sono state risparmiate e me la son cavata con qualche livido. Quello che mi piacerebbe tanto, in tutta questa storia, è scoprire una possibilità reale di tagliare il cordone che ci lega al passato di figli, in barba alla psicologia cariatidea.

  • vipero ha detto:

    mi scuso per la battuta “abbine”, che tale era (nessun “parla solo se sai”. ci mancherebbe). Anzi, in genere la evito sempre proprio per non urtare suscettibilità altrui. Stavolta m’è scappata, sorry.

    Mio figlio gioca a minibasket perchè gli va e si diverte. Se dicesse: non ho voglia… stop.
    Io ho avuto la fortuna di fare un po’ di tutto, dal calcio al basket al volley alla pallamano tennis squash fino al motocross.
    loro faranno quello che vorranno, anche niente se così dovrà essere.
    spero non gli piaccia il calcio, quello sì.

    le cicatrici le abbiamo tutti, più o meno. io ne ho qualcuna profonda, mi auguro m’insegnino qualcosa (tipo che “l’altro figlio” sta con sua madre naturale, una sorella avuta da un altro papà e quel papà. Quel figlio non era comunque mio, ma c’era già e mica puoi decidere che non esiste, no? Alla fine c’era gente che mi diceva “si vede proprio che è tuo figlio, guarda come ti somiglia!”… vabbè, acqua quasi passata)

    Non sono obiettivo? Po’ esse, in compenso mi commuovo di nascosto, e non m’incacchio se ancora vuole le rotelle per andare in bicicletta.

    E comunque, alla fine della fiera, io con i figli nati dall’unione con… la donna che ho condotto all’altare (oooppss! stavo per dire “mia”moglie…) ho un rapporto che non può esulare da una sorta di “possesso”, almeno per ora. Poi se ne andranno, lo so già, e spero saranno attrezzati per farlo.

    mannaggia ci vorrebbe middle, io sono limitato, non so esternare.
    Pazienza, in fondo sono solo un nick.

  • vipero ha detto:

    uuuhhh ho scritto “mio figlio”… ‘gna posso fà! ;o)

  • ms.spoah ha detto:

    Che pirla che sei, Vipero! :-) Con moglie, “mia” c’azzecca: hanno inventato gli altari apposta :-)

  • vipero ha detto:

    Elena, come sei marziale…

  • vipero ha detto:

    di latino mastico poco (se non ci fosse stata la rete, sarei rimasto a bocca semiaperta per ore…).

    preferisco questo:
    “Futtiri addritta e camminari n’ta rina portuna l’omu a la ruvina”.

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