timeo danaos et dona ferentes

luglio 30, 2010 § 10 commenti

quand’è che un dono diventa un ricatto?
quand’è che dare è in realtà chiedere?
è nelle mani di chi prende o di chi dà?
quand’è che la gratitudine diventa debito, promessa, dovere?
quand’è che si diventa egoisti? quando non si restituisce un dono non richiesto?
quant’è penoso dire grazie sapendo che serve ad ammansire ritorsioni latenti e future?
quant’è umiliante barattare cose (parole, viaggi, libri) con la mano che ti sfiora?
quant’è volgare e ricattatorio dire “ti amo” quando in realtà intendi chiedere “mi ami?” ma hai paura della risposta?
quant’è bilioso vivere l’amore e l’amicizia come se si trattasse di un investimento e aspettare gli interessi? Partita doppia, dare e avere?

non compiacermi, non sono in vendita.
io non lo farò. non ti voglio comprare.

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§ 10 risposte a timeo danaos et dona ferentes

  • dilaudid ha detto:

    perchè un post dico io
    almeno i nomi

  • andreaC ha detto:

    approvo.

    ma danaos, quello di danone?

  • dilaudid ha detto:

    dimmi il significato di compiacere

    • elena ha detto:

      fare qualcosa per qualcuno *coscientemente*, cercando di ottenerne le grazie, o anche solo evitare che ti insulti. Fare mercato.
      Io faccio, sono. A qualcuno questo sarà gradito e io non mi sentirò pescivendola né massaia in cerca di offerte.

  • Samuele ha detto:

    quando si ama con la pretesa di essere amati
    quando si ama con la pretesa di essere amati
    nelle mani di chi pretende qualcosa
    fare del bene gratuitamente è la cosa più difficile al mondo
    quando si pretende, perchè sempre ci sembrerà di aver dato di più
    parecchio
    ho strisciato per molto meno, non è umiliante, è vergognoso ma necessario a volte
    esiste una parola per dire “più che ricattatorio”? sono domande da non fare
    mi hanno rinfacciato un sacco di volte l’amicizia, ad aprile bisogna presentare il bilancio

    amen

    • elena ha detto:

      “fare del bene gratuitamente è la cosa più difficile al mondo”
      basta non “volere” fare del bene. È sufficiente fare. A qualcuno verrà del bene.
      Tutto il resto sta nel piano dell’assurdo.

  • andreaC ha detto:

    approvo che tu voglia sincerità. non la otterrai mai… quindi conviene farti compiacere…:)

    • elena ha detto:

      non chiedo sincerità. se qualcuno vuole compiacermi, ne sono lusingata.
      e però non è obbligatorio, ecco. insomma va bene un po’ tutto. non è che da me ottieni di più o di meno.
      siate quello che vi va. qui c’è spazio.

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