come è possibile

agosto 3, 2010 § 43 commenti

che ci siano persone che non vogliono parlare d’altro che di sentimenti da cartolina? Le stelle nel cielo blu, il profumo del mare, la musica jazz, la pelle dei bambini, il caffelatte, le colline d’autunno, le cene con gli amici, i crochi nella neve bianca, le decorazioni di natale, l’amore dei cani?

Che non abbiano voglia di interrogare l’asfalto, i camionisti rumeni all’autogrill, il grigiore dei piselli in scatola, il truciolare delle mensole ikea, le macchie di vino alla campana del vetro, i letti singoli, gli auricolari bluetooth, il box due posti auto?

Possibile che ci siano persone disposte a negare la puzza di merda che si leva dalla terra pur di salvarsi la giornata?

– E per dargli da mangiare?
– Vuole dargli il vivo o il morto?
– Significa un animale vivo o un animale morto?
– Cibo vivo o cibo fresco morto.
– Cos’ha di vivo?
– Pulcini. Topolini bianchi.
– No, mi impressionano.
– I serpenti adorano il vivo.
– […] Vorrei abituarlo al morto.

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§ 43 risposte a come è possibile

  • Laura ha detto:

    Eppure potrebbe essere che quelle cose siano piccole parentesi in giornate di solitudine e pensieri poco luminosi e tanto silenzio intorno e magari dentro…
    Potrebbe essere, Elena.
    Non c’è nulla da negare, forse solo aiutarsi a vivere (con sentimenti, se ci sono, e senza cartoline).

    • elena ha detto:

      La cacca si leva e solleva. A me aiuta a vivere.
      Ma perché ci vedi questo ruolo salvifico nelle immagini da mulino bianco? E’ una domanda onesta, non retorica, sono curiosa. A me quella percezione del mondo fa imbestialire. Ma che io sia una bestia, è noto ai più.

      • Laura ha detto:

        Elena, perdonami ma per me non è il Mulino, la vita di nessuno è il Mulino, tanto meno la mia, tanto meno adesso che sto vivendo un periodo non facile, in cui sento una morsa dentro che mi stringe i pensieri, in cui c’è più silenzio che parole…
        Io non ho la pretesa di saper scrivere, anzi non so scrivere, leggo ammirata alcuni. Forse l’unica cosa che so fare è riconoscere quello che mi piace.
        E le immagini di cui dici non mi salvano da nulla, o meglio mi procurano delle parentesi, non di salvezza ma di piacere (solleva anche il piacere).
        Ieri ad esempio, era da una vita che non vedevo un bambino tanto piccolo… Ecco, magari sono io ad essere stucchevole, a non saper mettere insieme le parole. Sicuramente è così.
        Ma dov’è il Mulino qui se a me pare solo Vita?

        • Laura ha detto:

          (a me dispiace, dispiace tanto, perché so di essere mille miglia lontana da quella vita forse, perché so di non riuscire ad esprimerla come vorrei e chi passa e legge lo sente… Elena, scusami se mi sono dilungata.)

          • elena ha detto:

            Laura, avrai tanti che ti diranno che non vale la pena passare di qui a lasciare commenti. Hanno ragione. Fidati, hanno ragione.

            La mia posizione in questo argomento è che sia assurdo vivere la vita come uno stare bene o uno stare male. Una “questa vita” e una “quella vita”. Io credo in modo completo che vivere con il modello “sto male, devo stare bene” “io sto qui e gli altri là” tatuato nel cervello è il danno peggiore che il modello culturale, economico e sociale in cui piantiamo i piedi abbia fatto a ciascuno di noi. Ed è il peggior favore che possiamo fare a noi stessi.

            Non ho niente contro i cieli azzurri ma non condivido che siano portatori di serenità mentre i muri scrostati di periferia siano invece portatori di depressione. Non ho belle parole per rasserenare nessuno e onestamente lo ritengo un errore. Accogliere sì, illudere mai.

            • Laura ha detto:

              Nessuno mi dice che non devo passare di qui, sai…
              Io, Elena, probabilmente ho dei limiti, ma quando parlo di vita, vita mia, vita che osservo, che leggo, non mi interrogo sui modelli sociali, economici e culturali. Io parlo di vita da condividere, di amicizia (che è la cosa che più desidero e più mi sfugge, spesso, per mio demerito forse), di parole, di cose da fare/da far crescere/vedere/scoprire/odiare/amare.
              A me, adesso, anche solo avere un pezzetto di tutto questo, mi salva, sì. E’ la voglia di star bene ed è legittima e lo sento sulla mia pelle ogni giorno questo desiderio, perché la depressione di cui parli è dolorosa, per chi la vive e per chi è accanto, né cielo, né muri scrostati. Nulla.
              Davvero, forse non ho i mezzi per esprimerlo come vorrei.
              (Saper “accogliere”… ti pare poco?)

  • vipero ha detto:

    io, i camionisti rumeni li evito come la peste, se posso. all’autogrill ma soprattutto in strada.

    • elena ha detto:

      eppure raccontano storie bellissime e c’è da imparare da come si accampano guardinghi nei parcheggi degli autogrill di tutta europa.

  • andreaC ha detto:

    io no, io noo!

  • Dantès ha detto:

    la puzza di merda si leva comunque, e spesso anche dalle stelle nel cielo, la pelle dei bambini, le decorazioni di natale, l’amore dei cani. a volte non è far finta che non esista, a volte è non capirla, rifiutarla con la cocciutaggine bambina di chi pensa macheccazzo, non è il mio mondo e non lo voglio. sarà infantile ma io mi ci ritrovo con tutte le scarpe. per il resto, non mangio piselli in scatola, odio i letti singoli e gli auricolari bluetooth; le macchie di vino alla campana del vetro però mi fanno smadonnare peggio di un camionista rumeno. ah, il libro mi intriga molto, ottimo consiglio

    • elena ha detto:

      volevo scrivere che si leva anche dal culo dell’amato ma ho evitato. Il mondo è pieno di mensole di truciolare piene di scatole di piselli. Nei letti singoli dormono tantissimi e insospettabili. Non sarei onesta se dicessi che mi piace sporcarmi le mani nella merda ma non evito di annusarla.
      Il libro è bellissimo. Ha un solo difetto: si legge in un giorno e ne vuoi ancora. Come un buon amante.

  • m ha detto:

    Forse perchè la merda la si mangia già ogni giorno e il blog certe volte vogliamo che sia anche un po’ sogno e desiderio. Non tutti sogniamo e desideriamo la merda, questo è evidente. Comunque, meglio così, meglio che il menù sia vario. Viva i fiori che vengon su dalla merda ;-)

    • elena ha detto:

      io continuo a non vedere questo parallelo fiori=bene, merda=male.
      Ho anche sempre un po’ timore che a dipingere un mondo tutto sognato poi si hanno dei pessimi risvegli. Stress adattogeno. Io cerco di evitarlo.
      Non sogno molto, io. Mai qui e mai ad occhi aperti.
      Ma poi cosa cavolo è il sogno? Cosa sognate? Io non sogno fiori. Che malattia ho?

  • Vecchio Scarpone ha detto:

    la musica jazz

    per te “la musica jazz” è un’immagine da mulino bianco?

    • elena ha detto:

      bah no, tutto l’insieme però sì, tutto insieme fa un po’ Vanzina.
      Oh ma poi mi fate l’esegesi del testo? Ho un momento cinico, e allora?

  • Gary Coopo ha detto:

    il libro le leggo, se poi è una boiata ti faccio inseguire dai camionisti rumeni che ti tirano le scatole di pieselli e i truciolati ikea

  • dilaudid ha detto:

    paolo nori è offeso, non te la sei presa con lui

    • elena ha detto:

      anche la mia vis di rompicazzo è andata in vacanza.
      insieme alla mia valigia.
      mi hanno lasciata qui, sola.
      potevano mettermi al pensionato dei cani almeno.

  • dilaudid ha detto:

    è terribile, la fine della vis ti rende sopraffatto
    da rompicazzo si ha una visibilità, un’energia interiore
    dov’è l’amica che ci dava dei segaioli?

    • elena ha detto:

      MGKvis, come consiglia lindalov e tutto torna a posto.
      L’amica è un amico, se per te fa lo stesso.
      Basta fare un po’ gli esibizionisti e lei/lui torna qui a sfanculare tutti: datti da fare!

  • dilaudid ha detto:

    lindalov non esiste, è un prodotto pubblicitario di un noto marchio di falli in lattice
    ti sei fatta anche lo sfanculatore, li usi e poi li riduci in quello stato

    • elena ha detto:

      Sono affranta. È peggio di quando ho scoperto che Mago G è uno stupratore di gruppo.
      Io con gli sfanculatori non mi accoppio. Per chi mi hai preso?

  • dilaudid ha detto:

    le mie pulsioni omo le riservo ad andrea

  • Andreoide ha detto:

    Ho letto quel libro quando è uscito: ricordo l’impressione di promesse non mantenute. Qualche slancio, un’accattivante quarta-di-copertina, ma nel complesso non scava in quella merda che dici e le descrizioni dei sobborghi – quello che mi interessava – banali.

    • elena ha detto:

      dei racconti mi è piaciuta la struttura, l’assenza di una trama inizio-in mezzo-finale. Sono descrizioni secche di un momento parte di luoghi e vite più lunghe. Il senso di nullità e inutilità. Questo mi è piaciuto. Ci sono altre periferie, comunque. Ma quelle di Falco esistono così come le ha descritte, come un’impossibilità di respirare.

  • Calzino ha detto:

    Il cinismo mi annoia.

  • Calzino ha detto:

    come fa ad annoiarti, a te?

  • elena ha detto:

    sono stimolo-dipendente

  • vipero ha detto:

    l’importante è ricordare che l’elemento universale non è l’idrogeno, ma la cacca.
    il resto viene di conseguenza.

  • dilaudid ha detto:

    cinico-raduno ad imola, ti faremo morire di noia
    mentre tu vomiti noi scopriremo le nostre anime ed i nostri corpi pronti a cogliere i frutti dell’ammmmmore
    voi ragazze piene di luce a vomitare
    noi pieni di ombre ad abbruttirci

  • Crom ha detto:

    Peccato che certi libri non hanno la forza emotiva dei video. Le periferie parlano un linguaggio diverso, violento e infame. Se uno cerca emozioni, quelle vere basta vivere, sempre se ci riesci, al confine di una grande città. Trovatevi ogni giorno a che fare con questi tipini http://www.youtube.com/watch?v=fIDrumPNnx4 e poi hai voglia a merda :)

  • Crom ha detto:

    ah dimenticavo lo voglio proprio vedere un libro che inneggia alle rapine come fanno questi http://www.youtube.com/watch?v=7JEHNmgqTSs Tutto troppo finto, emozioni finte, di plastica. Provate gente provate sulla vostra pelle, meglio di Gardaland e non si paga nemmeno il biglietto!

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