17 Luglio 2011

settembre 2, 2010 § Lascia un commento

Lo sgabello in finta pelle nera con l’intelaiatura cromata corrosa dalla muffa, la bottiglietta di olio di rosa sul lavandino del bagno e le creme che dovranno durare a lungo, la polvere sulla radio, le ragnatele di zucchero filato del ragno ballerino, le tignole tra le mandorle, un’illusione di domesticità per frammenti. Un’illusione di banalità per cancellare l’eccezionalità di questo letto d’ospedale al centro del salotto.

Nome senza indirizzo. Donna senza casa. Tornare senza partire, tornare senza tornare, partire sempre. Smettere di partire.

Le lenzuola bianche, il respiro corto, sentire lo strappo dalla gola alla figa. Mi volto a guardare le colline e i tetti fuori dalla finestra, un orizzonte visibile. Mi volto a guardare il monitor appoggiato sulle gambe, un’illusione visibile, digito “a”, non serve altro.
Da lontano, sempre più lontano.

Domani andrà meglio, domani va a singhiozzo, domani sono morta. Venisse oggi qualcuno a baciarmi le labbra secche e la pelle appena abbronzata.

Annunci

Tag:, ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo 17 Luglio 2011 su ecudiélle.

Meta