stronza relativa

settembre 22, 2010 § 49 commenti

Magari sono gli effetti dell’astinenza da magnesio ma è certo che basta poco per buttarmi fuori strada in questi giorni.
Vorrei vedere voi, vivere in un cervello drogato di logica, in un corpo dipendente dal righello e poi scoprire che quelli che se la godono di più sono quelli che hanno saputo mettere logica, regole, misure e dogmi in un sacchetto di plastica e buttarli nel cassonetto insieme al rifiuto residuo. Non riciclabile.

E mi sta enormemente sul cazzo peggio dei berlusconiani, questa ondata di trentenni che dalla precarietà hanno imparato a galleggiare su tutto quello che capita, a mettere sullo stesso piano matrimoni e taglio di capelli e tutto guardare con leggerezza calviniana, mentre io se non ho una potemkin affogo anche in una pozzanghera. E dire che so nuotare pure bene.

Generazione intelligente e consapevole in un modo in cui io non lo sarò mai, chiusa nella mia stanzetta monadica, dove l’unico libro che ho a disposizione ha milletrecento pagine bianche. Loro resistono a tutto e tutto guardano con occhi aperti. Io inciampo sulle mie caviglie e mi lamento. Figlia orfana della “grande narrativa”. Una stronza assoluta la cui unica speranza è puntare ad una carriera da stronza relativa.

Ma che cazzo è successo? Perché non riesco a fare altro che sostituire un dogma con il suo dogmatico rovescio?
Incerta e scomoda nel dubbio come un orgasmo che tentenna a sfogarsi, masturbarsi nei cessi dell’università serve a poco. Non viene, non viene. Non viene fuori la leggerezza. Affondo. Scarpe di cemento e testa nella polvere.

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§ 49 risposte a stronza relativa

  • Calzino ha detto:

    Sei sicura di essere così diversa?
    Sei sicura di essere così lontana da questa generazione che definisci intelligente e consapevole?
    E poi, cosa vuol dire intelligente e consapevole?

  • Dantès ha detto:

    non so se siano consapevoli, probabilmente no, altrimenti si farebbero incatenare da logica, regole, misure, dogmi… che poi, in effetti, chi dice che sia più impegnativo un matrimonio di un taglio di capelli? il primo è un’invenzione, il secondo una necessità. a rigor di logica (ops) dovrebbe essere più impegnativo il secondo

    • elena ha detto:

      Dantès, grazie. Mi confermi che sono una potemkin che affonda.
      Non ci azzecco mai

      • Dantès ha detto:

        uh, ci azzecchi, ci azzecchi. non è che oggi sia la giornata dell’allisciata, ma sai che mi piace quello che scrivi e come lo scrivi, anzi condivido in pieno le prime due righe di mastrangelina. detto ciò, se lanci un mayday, io, la ms e probabilmente un bel po’ d’altra gente proveremo a evitare che la potemkin si trasformi in titanic. anche perché, tra Ėjzenštejn e cameron, preferisco il primo (dovevo pur svaccare, posso mica essere sempre serio!)

        • elena ha detto:

          attento che per recuperarmi forse serve una laparoscopia. oggi sono pure diventata tenia. da titanic a tenia. tipo il bersaglio della settimana enigmistica.

          cazzarismo olè

          • Dantès ha detto:

            vabbè, oggi hai deciso di commuovermi a tutti i costi, prima da me, ora da te. quanti ricordi con il bersaglio della settimana enigmistica! mi sono infilato in un tunnel inaspettato: trovare il numero minimo di passaggi da titanic a tenia. è ufficiale, sono piciu

  • Mastrangelina ha detto:

    ecco vedi tu hai la capacità di farmi scattare il nervoso (e anche di farmi incazzare a volte diciamolo) così come di rimanere assolutamente a bocca aperta per robe così. Che hai ragione da vendere. Che se uno ha certe esperienze di vita lavorativa e non solo e non riesce a staccare il cervello e la pancia e il resto alla fine domande di fronte al beato vivere senza porsi domande che vede intorno se le fa. E a domande si aggiungono domande, a rabbie a volte si aggiungono rabbie. Ne so qualcosa. Ciao Elena a presto!

  • Calzino ha detto:

    Comunque – scrivo qui perché là mi sentivo stretta – vorrei dirti che questa leggerezza calviniana, che tu massacri così elegantemente nel tuo post, in realtà non esiste, almeno nel mio caso. Sono ombre, sofferenze e riflessioni ben mascherate. Non fare la presuntuosa, della mia testa hai capito molto poco.

    Detto ciò, sei una persona molto stimolante. Smettila di frignare.

    • elena ha detto:

      hai letto storto (chiedere al suocero?). io esalto e invidio la vostra leggerezza.
      per il resto: agli ordini!
      tu invece hai capito tutto, ahimé.
      sono più facile da leggere di un harmony

  • Calzino ha detto:

    ma a me non frega nulla se tu la esalti e la invidi…
    non è leggerezza non è leggerezza non è leggerezza non è leggerezza non è leggerezza non è leggerezza non è leggerezza non è leggerezza.

    se tu stessi parlando a livello generale io non mi sarei mai permessa di giudicare questo post, ma visto che parli dei miei matrimoni e dei miei capelli, voglio sottolineare che non è leggerezza. sono post tragici.

    sono stata chiara? non interpretarmi a caso.

    • elena ha detto:

      “Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio, senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi”

      Leggerezza, Lezioni Americane, Italo Calvino

    • elena ha detto:

      Io non parlo del TUO matrimonio, né dei TUOI capelli.
      Parlo. Se vedo un cane che vomita non parlo di QUEL cane né di QUEL vomito.

      Che vita di merda che faccio a inseguire le vite degli altri

      • Calzino ha detto:

        non è vero, tu sei partita anche dai miei spunti.
        e io, che blogosferamente parlando, te vojo bene, ti voglio far riflettere sul fatto che forse hai dato un’interpretazione assai frettolosa e monodirezionale delle cose.

        voglio dire, uno non tiene un blog anche per avere punti di vista diversi? io ti ho dato i miei.

        • elena ha detto:

          lasciami lo sgomento.
          preferivi se dicevo che eri una merda?
          perché ho semplicemente sottolineato quanto siete più interessanti e capaci di stare al mondo di me

          • Calzino ha detto:

            credo che non ci stiamo capendo.
            quello che volevo dirti è (e lo ribadisco, non mi interessa se tu pensi che sono un genio o una merda): non leggere la leggerezza dove non c’è.

            leggerezza è x factor.

            • elena ha detto:

              quella è superficialità, caso mai.
              Baricco e Scalfari si sono inseguiti a lungo per poi trovarsi al centro e condividere che superficie non è superficialità. Calvino parla della Leggerezza come un modo delicato di stare al mondo senza aggressività, con forza ma senza peso. Io ti ho vista così, non superficiale.
              Se pensi che io consideri matrimonio e parrucchiere, argomenti superficiali e “leggeri” come xfactor (che tra l’altro è un tema serissimo), allora, con tanto rispetto ti dico che non hai capito una straminchia

  • Crom ha detto:

    La leggerezza è una religione sopravvalutata. Quando si comincia a credere troppo a qualcosa abbiamo fede e io sono ateo per definizione. Tutti si fanno un feticcio spiegazione del mondo e se hai gli strumenti giusti innalzi una cattedrale, ma se sei povero in spirito costruisci solo castelli di sabbia, che appena ti giri arriva subito un’onda e spariscono nel mare. Poi ti giustifichi dicendo che in fondo erano solo… leggerezza.

  • Crom ha detto:

    Calvino non era Gesù o Gandhi e pure loro sono morti invano perché in un universo dove intere stelle vengono ingoiate vive e centinaia di specie spariscono in silenzio non c’è posto per una cosa chiamata leggerezza. Ma io ora sono cupo dentro e il mio feticcio mondo me lo rappresento così che tanto al mondo non frega una cippa di come lo disegno. Nulla ha significato e tutto ha significato allo stesso tempo, dipende solo da quale religione ci scegliamo al mattino prima di prendere il caffé.

  • la Volpe ha detto:

    “Senza orecchie” mi ricorda quella serie di storie favolose di Pinky, disegnato dal genio Massimo Mattioli per “il Giornalino”. Era Massimo Mattioli, credo.

    Non capendo quasi nulla di quello che sta succedendo, faccio come il personaggio dei film che muore per secondo negli horror, quello che dice “ehi, siamo seri, cosa sta succedendo? questo non è mica un fottuto film? pensiamo a preparare la cena, piuttosto, sto morendo di fame”

    Comunque spero che gli sfoghi, litigi e discussioni servano a farti stare meglio e non peggio. Te, e anche gli altri. Nel medio periodo, almeno. Che servano a qualcosa.

    Buone cose.

  • massimo ha detto:

    ma me state a dì che avete parlato per 43 commenti di tagli di capelli tirando in ballo proprio uno che si chiama Calvino?? ma se pò??

  • massimo ha detto:

    Che fai te la canti e te la suoni da sola? Attenta alle note alte.

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