così bella e vulnerabile

settembre 25, 2010 § 9 commenti

Non firmo più petizioni. Non ne firmo più non perché penso che non servano ma perché così come ho abbandonato il sollievo della tautologia e della “grande spiegazione”, voglio fare a meno della rassicurazione che basti una firma per risolvere un problema.

Giovedì mattina alle 5 ho preso l’autobus sbagliato e mi sono dovuta fare a piedi il tratto di strada tra la Tate Modern e London Bridge. All’ombra della Shard che cresce di un piano al giorno, per alcuni trionfo architettonico, per me solo un tardo sintomo della violenza, simbolica e materiale, del capitale immobiliarizzato, dormono sempre più senza tetto, ogni portone ne accoglie uno, un fagotto di sacco a pelo nero o blu e cartoni. Sotto casa di L. c’è un gruppo di polacchi che dormono tra le moto parcheggiate davanti ai garage. La crisi li ha privati di un reddito ma non della cittadinanza europea e quindi non vengono espulsi. Se il reddito fosse il criterio espellerebbero anche me.

Fino a pochi mesi fa, alla vista di questa miseria dura, avrei infiammato la mia testa di ragionamenti perfetti in grado di connettere tutti i punti che vanno dagli hedge funds che investono nella Shard per arrivare ai polacchi che dormono nei portoni degli ingressi secondari dei lussuosi uffici di Bankside.

E invece ho rinunciato. Basta. Sono stanca. Ero stanca. Accanto alla frustrazione per una fase storica così ingiusta e alle quotidiane cerebralizzazioni accademiche su ragioni e soluzioni, ho cominciato a lavorare a sostegno di progetti più piccoli, come salvare un vecchio magazzino vittoriano dalla speculazione più stupida. Non credo che si salvi il mondo un pezzo alla volta e per adesso ho solo la forza di prendermi cura di questo pezzo di questa città, così bella e vulnerabile.

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§ 9 risposte a così bella e vulnerabile

  • Calzino ha detto:

    mi sembra un ottimo modo per convogliare rabbia e frustrazione.

    non passi più a casa mia a massacrarmi un po’?

  • la Volpe ha detto:

    buon fine settimana

    • elena ha detto:

      che bel regalo, grazie!

      • la Volpe ha detto:

        uh, non dire così ché mi fai arrossire ^^

        forse non si salva il mondo un pezzo alla volta, oltre a occuparci ognuno della nostra fetta di mondo dobbiamo riuscire a contagiare gli altri con questo spirito; anche se forse questo, davanti all’indifferenza, alla facile indignazione e alla rassegnazione è forse davvero la cosa più difficile.

  • Fabio ha detto:

    Qua a Clerkenwell hanno aperto un’agenzia sedicente di pubbliche relazioni che si occupa in teoria di mediare tra speculatori e popolazione, ma essendo pagata dai primi si fa carico di evitare disturbi al manovratore.

    Stanno rovinando questa citta’, per sempre. Ma del resto, se sei di Milano, non ti sfuggira’ come stanno conciando l’Isola.

    • elena ha detto:

      per crossrail?
      i developers è normale che lo facciano, si vogliono tenere la coscienza pulita.
      io disturbo il manovratore, cioè sono una spacca palle.

      rimane che l’economia, tutta, è in mano agli immobiliaristi. questo è il livello di manovra andrebbe disturbato. ed e david miliband, lo sanno ma non toccheranno gli interessi della city come non lo ha fatto blair

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