l’ipocrisia al governo

dicembre 3, 2010 § 14 commenti

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In italia avete deciso che la morte di chiama “fine vita”.
Un po’ come chiamare la merda “fine cibo”.
O come quel coglione di Augé che non sapendo come descrivere un posto l’ha chiamato “non luogo” e ci ha fatto i miliardi.

Ché ci pensavo l’altro giorno che quando scrivi, la cosa più difficile da fare è descrivere quello che vedi. Una sborrata di quadro astratto anche se non significa niente la sai fare. Ma prova a fare un paesaggio o un ritratto.

Comunque non voglio divagare.
Buon fine settimana (cioè? Lunedì?) a tutti.

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§ 14 risposte a l’ipocrisia al governo

  • Dantès ha detto:

    le prime due righe del post sono da antologia, complimenti. rido, tanto. anche se il concetto, persino la parola, di “non luogo” non mi dispiace. poi però rosico per i miliardi che non ho. pensavo che è strano come certa gente si cachi in mano all’idea della morte, visto che in fondo è già morta

    • ecudiélle ha detto:

      ieri a lezione cercavamo di smontare il concetto di “vibrant” che viene usato acriticamente per definire un “posto interessante in cui ti piace stare”.
      una ragazza ha detto che secondo lei vibrant stava per “living spaces”.
      Ho risposto che se ci sono “living spaces” allora devono esserci anche “dying spaces”.
      Seguito da alcuni minuti di mutismo.

      luogo è un sostantivo. il suo negativo è ancora un sostantivo.
      tipo quando ti dicono “non pensare all’elefante”. Tu pensi a?

  • andreaC ha detto:

    ma fine settimana è come fine vita?
    quindi, dopo la settimana c’è il niente
    oppure dopo la vita di deve essere una nascita.
    oppure… dopo la vita c’è il lunedì?
    ecco se ci fosse il lunedì, non sarei contento. no.

    (se non luogo è sempre un luogo, che senso ha chiamarlo non luogo?)

    • ecudiélle ha detto:

      bisognerebbe forse chiedere ai cinque tibetani?
      il fine settimana per me è un po’ morte.
      il lunedì per me è come settembre: profuma di gomme profumate e matite marca fila, profumo che svanisce in fretta nell’aria viziata delle mie ansie.
      io se dopo la morte ci fosse lunedì credo che sarei contento. il lunedì ci sono anche le nuove puntate di House.

      il luogo lo chiami non luogo perché ti piace fare i scherzi a generazioni di architetti troppo scemi per riuscire a progettare anche una cuccia di cane.
      e anche per fare i miliardii

  • andreaC ha detto:

    ah, l’avevi detto anche tu.

  • andreaC ha detto:

    ecco lo vedi?
    sei talmente non banale e non scontata che per starti dietro mi ci vogliono altre due persone. (uno e trino. do i numeri)
    chi l’avrebbe mai detto che ti piaceva il lunedì?

  • andreaC ha detto:

    andreamettecenatoppa

  • [c]* ha detto:

    ma se io faccio un ritratto ed a te e solo a te sembra astratto? o a me e solo a me non lo sembra? non vale?

    [ecco, a parlar d’arte figurativa mi hai ridotto, vedi tu]

    la mia di settimana non finisce mai. quindi nel dubbio, io odio il giovedì.

    • ecudiélle ha detto:

      infatti da qualche parte commentavo che la settimana è un continuum e perché debba finire la domenica nessuno lo sa.
      diciamo che sul ritratto secondo me prendi 100 persone e se 80 vedono una faccia (non importa quanto somigliante) siamo nel figurativo. Sotto l’80% siamo nell’astratto.

  • [c]* ha detto:

    urca. sbattimento. no, direi che mi fido.

  • ms.spoah ha detto:

    penso a poirot e poi a francesco william

    ‘notte

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