ho una freccia dentro il culo, ahi, che mi fa tanto tanto male, ahi, batto il piede in su, lo batto in giù, giro e mi rigiro, sembro belzebù

dicembre 20, 2010 § 12 commenti

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Non è natale se le ferrovie dello stitico non danno segni di ubriachezza molesta.

I fatti, raccontati in linea retta, narrano che io, prenotato il biglietto su internet, sia andata a ritrarlo alla malefica macchinetta che decide di andare in ferie al momento dell’emissione.

Al secondo tentativo la macchinetta infastidita mi indica in modo spiccio di rivolgermi alla biglietteria dove l’incompetente rappresentante della burocrazia trenitalia si libera della scocciatura che rappresento consegnandomi alla misericordia del personale di bordo che interpellato, dichiara di non avere nulla a che fare con tutto ciò (indicando “tutto ciò” con un ampio gesto circolare delle braccia che potrebbe includere la stazione di S. Lucia come l’intero pianeta) e ancora meno con il mio problema e, intrattenendomi con il coro greco delle sue non responsabilità mi accompagna al servizio clienti.

Qui, ripetuto per la terza volta il problema con l’aggiunta dell’ultima strofa che mi sembra di cantare alla fiera dell’est che parte con il topolino e finisce con la morte, destino ultimo che in questo momento mi sento di augurare a chiunque si ritenga privo di responsabilità per i disservizi dell’azienda per cui lavora, ripetuta la litania, l’addetta al disservizio clienti, prende il telefono e chiama. Chi chiama? La biglietteria, ovvio. Luogo in cui mi manda. Torna in prigione senza passare dal binario. Io la mando altrove.

Mentre vedo svanire nelle nebbie lagunari l’opportunità di un cornetto e caffè al bar della stazione, motivo per cui ero partita da casa mezz’ora prima, mi ascolto mentre urlo volgarità all’indirizzo dello sportello 11 dove il mio biglietto dovrebbe aspettarmi e invece mi aspetta solo una bionda con il cellulare che non sapendo cosa fare di me, mi liquida mettendomi in mano un foglio che contiene la formula chimica della cocacola e i segreti di piazza fontana stenografati in sanscrito.

Sicuramente non è il mio biglietto.

E mi rimanda alla clemenza del controllore, sì, quello.

numero di “io non c’entro” accumulati: 4
numero di “il vostro servizio è di merda” pronunciati da me a voce sempre più alta: 8
numero di “lei rappresenta le ferrovie dello stato, sì o no?” domandati: 1
numero di giustificazioni ricevute: 3
numero di “non me ne faccio niente delle sue giustificazioni, voglio le sue scuse” inflitti: 2
numero di scuse ricevute: 0

Almeno datemi lei.

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§ 12 risposte a ho una freccia dentro il culo, ahi, che mi fa tanto tanto male, ahi, batto il piede in su, lo batto in giù, giro e mi rigiro, sembro belzebù

  • federica ha detto:

    beh sei stata fortunata, almeno ti hanno farfugliato risposte.
    a me è capitato che quando c’è un disservizio a bordo (ritardo o super riscaldamento piuttosto che gelo) il capotreno non ti bada, sfreccia avanti indietro e non risponde. mi hanno spiegato che l’azienda (Moretti) ha dato queste indicazioni.
    ai poveretti sull’autostrada bloccati per una notte (di gelo) è toccato informarsi su quel che accadeva loro dalla rete perchè il gestore (autostrade/benetton) non dava ragguagli (fonte prima pagina di oggi).
    e così i nostri governanti italiani (nazionali e locali, di dx e di sx) fanno scrivere sui giornali ciò che vogliono loro e non rispondono alle nostre di domande, si barricano dietro le cortine rosse e nei palazzi.
    lo so quando si lavora è meglio essere concentrati (altrimenti si sbaglia); ma se si lavora per gli altri (nei servizi) o si è eletti dai cittadini sarebbe bene ricordarsi che anche gli utenti e la loro soddisfazione o leggittima volontà di spiegazioni/informazioni è parte del tuo lavoro.
    l’educazione (e le scuse che rivendichi) sono corollari dei paesi civilizzati… tip tappa pure con il dardo nel c… ma non sederti

    • ecudiélle ha detto:

      al controllore, che continuava a spiegarmi le logiche o illogiche del disservizio, ho detto: Lei rappresenta trenitalia. Io sono un cliente, lei è un fornitore. Fornisca. E se non può fornire, chieda almeno un cazzo di scusa.

  • andreaC ha detto:

    mammamia

  • m ha detto:

    Comprendo perfettamente la tua rabbia, circa un anno fa raccontai la mia esperienza con Trenitalia e non ne uscirono bene. Esperienze di viaggio recenti mi confermano che continuano ad offrire un servizio di merda.

  • Figo che viaggia in business ha detto:

    Prenotato via internet ieri salottino business su frecciaargento per Firenze smn: 79€
    Pagamento scelto: presso SISAL 1,50 €

    Pagato al solito bar dove prendi il caffè la mattina. Ricevuto codice alfanumerico. Annotato sull’iPhone.

    Non ci penso più.

    Mostrerò codice alfanumerico tra 10 giorni al personale di vettura, comodamente seduto con un caffè e il giornale in mano.

    Stile Gatwick Express, loro ci sono arrivati 10 anni fa. Comunque trenitalia meglio tardi che mai.

    La vita è semplice se si segue la logica. Trenitalia mette a disposizione i mezzi e le tecnologie.
    Scrivere pappardelle tali perchè non si sa usare un pagamento elettronico a cosa serve?

    Mah.

  • andreaC ha detto:

    per tutto il resto c’è mastercard?

    • Figo che viaggia in Business ha detto:

      No VISA.
      MasterCard è quella delle revolving da sfigati, che per avere il TV a schermo piatto fanno il debito (poi non riescono a pagare il mutuo e se la prendono con i liberi professionist)
      I fighi in business non fanno mai debiti, se hanno i soldi viaggiano, altrimenti stanno a casa.

  • ms.spoah ha detto:

    Quand’è che nasce Gesù bambino? No, così, per sapere…

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