scared is the anagram of sacred (cosa sono quando dormo?)

gennaio 20, 2011 § Lascia un commento

.
Mi sveglio la mattina e la prima sensazione è panico ben affondato, l’interpretazione razionale della tachicardia, della gola chiusa, della biglia di ferro che cade dallo stomaco al fondo dell’utero e di altre banalità da letteratura Harmony perché non importa quanto mi sforzo, le metafore, le metonimie, le parafrasi, i giri di parole sono sempre lì, con me stanno.

Seguo con interesse l’opera di surrealizzazione di me stessa, parte da qui, da mettere in discussione (figura retorica?) ogni parola, il senso, la collocazione della frase. Si arriva qui, a me che non riesco più a dire buongiorno senza sentirne l’artificialità, senza sentirmi un trionfo dell’assurdo.

Si comincia con domande banali e sciocche e inutili, di cosa è fatto l’amore, una vita, una giornata, il tempo, cosa connette la sequenza discreta di gesti voluti e involontari alla continuità immateriale del sentire, dell’essere. Domande senza soluzione, trasformate in anagrammi, ideogrammi, suoni, e adesso cento grammi non fanno più un chilo, ma solo polvere e non resta niente al primo vento, al primo respiro.

Io so che non mi vedo più riflessa negli specchi e le foto di me rimandano mute macchie, un mento deforme, un naso storto, orecchie asimmetriche, un corpo piegato. Ne faccio a decine, con il cellulare, con l’autoscatto o senza. Questo è quello che sono?

Progressivamente le parole, tutte, perdono significato, ma soprattutto perde significato, senso, ragione d’essere, la parola come elemento di connessione e di incontro tra individui.
Chi ha detto che l’uomo è parola, linguaggio? Lacan? Ma le parole, viste da vicino, sono assurde, il legame che costruiscono tra individui superficiale e vuoto, la forma il conformismo di un buongiorno ora, per me, occupa tutto lo spazio del senso e del contenuto, del sentire. E io non riesco a sentire. Non riesco a sentire nessuno. Se le parole sono assurde e vuote, pure io sono assurda e vuota.

Mi sveglio la mattina presa dal panico di non trovare in un buongiorno, in un come stai la certezza di esistere, di essere qui, di esserci. Ho paura di trovarci, invece, la conferma di essere altrove, profondamente, imamente altrove. E quindi sono diventata muta.

So che sono presuntuosa ad aspettarmi che un incontro sia capace di mostrarmi senza possibile confutazione scientifica quanto sono profonde le mie fondazioni, quanto sono solida, materiale, viva. Sono presuntuosa. È forse una tara genetica non soddisfarsi della superficialità, l’incapacità di trovare codici di comunicazione che parlino a me, che non debbano passare per ritualità formali di mutua rassicurazione che, sebbene siamo nulli, esistiamo in una rete di conformismi? È quello che sono, che sono diventata.

Sull’autobus mi siedo vicino al pazzo, al vecchio barbone, all’alcolizzato, al drogato. Mi sento meglio seduta lì, a respirare con la puzza, la pace che mi viene da chi non ha voglia di perdere tempo con speranze artificiali e cartonate. Se non riesco a trovare un uomo che mi legga poesie, questo è quello di più vicino a quel sublime che riesco a trovare. Mi sento carnalmente, sessualmente, intimamente intrecciata e mescolata in quegli angoli, spazi, dove si raccoglie e si accoglie ogni umore, liquame, luce, suono, bisogno totale che diventa assenza di bisogno. Qui trovo uno specchio capace di riflettermi per come mi vedo, capace di rimandare, essendo storto, l’immagine mia storta, come una doppia negazione che raddrizza e mi rende vera, esistente e visibile. Rende onesta la sequenza di suoni.

Tradotta
Asse
Luce
Rotto
Chimera
Bottone
Avvolta

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo scared is the anagram of sacred (cosa sono quando dormo?) su ecudiélle.

Meta