quattro secondi e mezzo

febbraio 4, 2011 § 5 commenti

Mi manca molto Kieslowski che ho cominciato ad amare quando era già morto con il vantaggio che non può fare niente per deludermi e lo svantaggio di non avere la possibilità di sentire mai per lui quell’amore paziente che accoglie anche le delusioni.

Non c’è connessione con questa lamentazione funebre ma il condominio di fianco al mio è in restauro e i muratori sono tutti polacchi; il capo vive in una roulotte parcheggiata nel cortile che dà sulla strada. Ci svegliamo alla stessa ora, io e lui, e quando esco di casa vedo arrivare i ragazzi. Capelli biondi, rasati, magri e lunghi, denti storti e grandi risate di chi ha il culo di un lavoro in un periodo di merda, musica garage a volume così alto che si infila tra i listoni di legno del pavimento e fa tremare i vetri (singoli) di casa mia. Il venerdì notte la roulotte diventa balera di vodka e canzoni popolari e amici e barzellette e la felicità sana di chi non guarda troppo lontano.

Quattro secondi e mezzo sono stati sufficienti a Kieslowski per cartografare in un cubetto di zucchero i confini del mondo di Julie che non guarda troppo lontano. Io ho voglia di fare l’amore e più lontano di così, con il desiderio, mi è pericoloso andare.

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