Tu dici “cosa devo guardare?”. Io dico “come devo vivere?”. E’ la stessa cosa.

febbraio 7, 2011 § Lascia un commento

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Vivo tristezze e solitudini come fallimenti, malanni da cui si deve guarire anche se non so come, perché non sono del corpo e il resto cos’è? Non voglio pensare di avere un’anima, faccio fatica a servire i voleri delle viscere e di un pensare ipertrofico.
La psicosomatica non mi convince e non mi ha spiegato perché a diciotto anni mi è caduto qualche dente. Mi sembra vero l’opposto (la soma(ra)-psicologia?), che con un unghia rotta non riesco a parlare a nessuno e gli eccessi di estrogeni mi rendono fragilissima e terrorizzata.
Giuliana non dice che è triste, dice che le fanno male i capelli. Giuliana è tutta un palpito. Io mi sento il respiro interrotto di una mosca meccanica.
Guardo quello che c’è. Che mi si sono arricciati i capelli, allungate le gambe, ricresciute le sopracciglia e disintegrate le unghie. Ho sviluppato un’insana passioncella per le camicette e i polacchi del cantiere accanto a casa. E ho voglia di fumare perché è la cosa più improduttiva e quindi più sana a cui riesco a pensare.

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