presa

aprile 6, 2011 § 9 commenti

 
Ho passato tre giorni chiusa in casa a lavorare, scrivere più che altro. Oggi sono uscita e sono così presa dai miei cazzi che non mi frega se qualcuno mi vede o mi nota o se sull’autobus c’è l’uomo della mia vita.
Mi immergo così, completamente, in una fatica che assorbe tutto, che pulisce, che toglie quello che non serve. Che taglia via ogni fisima egocentrica.
Quelli di Malingut hanno ricominciato a scrivere, mi sento rassicurata di scoprire gente che pensa e di scoprire che anche io ho voglia di pensare a qualcosa che non siano peni e vagine e animelle in padella, in vaso, minchiate in fiore e tutte quelle cose che non vedi a meno che non si manifestino. Ho voglia di cose che si vedono e si toccano.

Vado avanti. Il lavoro, la ricerca, la politica, le amiche sono importanti.
Il resto non so.

Ho voglia di Italia. L’Italia non è Berlusconi, non è Fede, non è Giuliano Ferrara, non è Ballarò. L’Italia non è corpo svuotato di pieni e riempito di niente. L’Italia è giornalai, bambini a scuola non ancora infettati dal morbo dell’esibizionismo, adolescenti che aspettano l’estate per trombare, l’Italia è togliersi le calze e mettere i piedi sulla sabbia.

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