mie pecorelle smarrite non vi farò mancare la nutella

aprile 25, 2011 § 10 commenti

 
Per chi le pubblicate su facebook le lettere dei partigiani morti durante la resistenza? Ve le tirate fra di voi, come i bambini si tirano le bucce di mandarino nelle ultime fila dei sedili sul pullman della gita che quelli di terza stanno già a limonare. Non fanno male a nessuno quelle lettere, non fanno bene a nessuno, i secchioni, le pecore, i fascisti, stanno nelle file davanti che gli viene la nausea. Di voi o del viaggio.

Voi siete quelli fuori dal coro, voi siete i ribelli, quelli che hanno ragione e venceremos che è così lontano e così vicino a vinceremo, i talebani dell’equo e solidale, del prosciutto di maiale baciato in bocca dalla figlia dell’allevatore ogni lunedì di maggio perché fa la carne buona, neoruralismo, neostagionalismo. Niente preconfezionato, niente esselunga, siete fuori dal coro, cantate altre canzoni voi.

Voi non guardate la televisione, la sera leggete un libro, altre religioni, citate Noam Chomsky (Noah per gli amici), di 25 anni fa, senza sforzarvi di capire cosa dice, basta avere qualcosa che dice male della televisione e dei giornali da schiaffare sul vostro blog resistente, e non ve ne frega niente di quando Chomsky vi indica la luna, voi vedete il dito, quando vi dice guardatevi dentro, a quello che è già stato manipolato e sui cui giornali e televisioni e i blog e gli aggregatori di blog di ogni sorta fanno leva per farvi annuire rassicurati che il male sta dove è sempre stato, guardatevi dentro, dove siete già schiavi, vi dice Chomsky, ma a voi non importa, voi non votate Berlusconi e vi basta questo per sentirvi nel giusto e pensate che per mandarlo a casa basta spegnere la tv, far spegnere la tv. Voi che avete paura di guardare un crocifisso per paura di rimanerne folgorati o rimbecilliti. Voi che il crocifisso nelle scuole no, che ci brucia il cervello ai bambini ma il fanatismo del conformismo buonista quotidiano quello no, quello ve lo sviluppa il cervello dei bambini.

Voi siete i suoi migliori alleati, il vostro snobismo intellettuale, il vostro sentirvi sempre meglio di chi vota Berlusconi, il vostro malcelato senso di superiorità è la sua migliore arma di attacco: alle pecorelle smarrite di oggi, alle pecore delle prime file del pullman della gita, lui non porterà via la nutella che voi considerate il male. Voi solo crema di nocciole del piemonte. E su questa frase verrete giù a dirmi che voi la nutella la mangiate eccome. Ecco, non avete capito un cazzo.

Berlusconi sono sei mesi che sta cercando qualcuno che, politicamente, lo uccida e lo appenda a testa in giù, per tanto che si annoia, e non ha trovato nessuno al punto che è costretto a suicidarsi e farsi appendere dai suoi. A Milano, proprio.

Voi, gli antiberlusconiani dell’intellettualismo gnegneroso, della colpa sempre degli altri, dell'”io no, io sono diverso”, voi con i nonni o i bisnonni partigiani, voi che vi raccontate da sempre le solite storie tra di voi, e tornate a casa la sera dopo un buon film, che Moretti sì, Moretti no, e dormite il sonno dei giusti, con qualche turbamento, il minimo per non essere troppo volgari, voi portate ai piedi le catene pesanti di una schiavitù così opprimente perché vi è invisibile, non avete voglia di vederle le catene ai piedi.

Io sono cresciuta a Mulino Bianco, microonde come simbolo di ricchezza, Happy Days, DriveIn, Canale5, nonni fascisti per comodo e per ignoranza, i miei compagni di liceo mi regalarono Uccelli di Rovo per non so quale compleanno (tranne tu che mi dissi in un orecchio che tu non volevi, che tu mi avresti voluto regalare altro, io me lo ricordo), e io lo lessi Uccelli di Rovo e altre schifezze immonde lessi. Io se mi metti in un parcheggio di un supermercato so dove sono e so come funziona, io sono cresciuta come un atto di consumismo. Io mi guardavo Amici al pomeriggio a Venezia quando non sapevo cosa fare di me a 30 anni. Io non ho paura di guardare un crocifisso, un parcheggio, o il Bagaglino. Io che tutto il resto è meraviglia, un bosco abbandonato, una fabbrica abbandonata, una città di 7 milioni di abitanti, una trattoria sui colli umbri e l’odore della carne alla griglia e dei funghi, il mare e l’orizzonte e la notte in montagna e i grattacieli non mi ci abituerò mai, non sarò mai blasé per quello che voi considerate il minimo indispensabile della civiltà.

Io sono una del coro.
Io voi non vi sopporto più.
Io non voto Berlusconi.
Io non sono libera.
Io le mie catene le vedo.

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§ 10 risposte a mie pecorelle smarrite non vi farò mancare la nutella

  • Giovanni ha detto:

    Personalmente trovo gli elenchi di Voi e Noi particolarmente idioti, utili solo a tentare di smistare per categorie quello che nelle categorie non può stare. Non esistono Voi e nemmeno Noi, come non esiste la gente. Esistono le persone, tutte diverse fra loro, simili in alcune cose, persino chi mangia equo e solidale e chi invece nutella, diverse in altre, persino tra chi suona gli Inti Illimani.

    • ecudiélle ha detto:

      sono la prima a detestare una retorica generalizzante e odio le divisioni.
      ma non negherai che la retorica c’è.
      se non la vedi, te la mostro.
      c’è chi si rassicura con poco
      forse la paura è tanta

      l’atomismo apolitico, però, mi fa schifo

  • Astarte ha detto:

    La retorica è orrenda, e il cinismo postmoderno sa svelarla, senza peró proporre nulla da sostituire alla retorica che denuncia. Ranto che il cinismo è ormai retorico, privo di proposte, sostanzialmente qualunquista e, quindi, reazionario.

    • ecudiélle ha detto:

      Non ho capito se muovi un’accusa a me. La tua “retorica” è priva di soggetto agente mentre nel primo commento ti importava promuovere l’idea di un individualità responsabile

  • Astarte ha detto:

    Denunci una retorica in certi comportamenti, lo fai nel post con una generalizzazione che non condivido. Nel commento spieghi il senso ed io pur condividendo l’avversione per la retorica di qualsiasi colore faccio notare che se ad una denuncia non segue una proposta finisce per essere semplice qualunquismo, quindi reazionario.

    • ecudiélle ha detto:

      Le critiche sono bene accolte. Non mi pareva di denunciare una retorica, ma di elencare una serie di gesti e di pratiche del quotidiano. La proposta c’è. Se non la vedi, forse non sono stata chiara o forse tu non vedi le catene che ti tengono a terra.
      Le mie parole parlano di e per me, tu ci vedi inutilità e sfaccendato livore. Sia. Ci rifletto. Pensavo ai tanti che si rassicurano di fare bene perché pensano bene una volta al giorno e si sentono rassicurati nel loro antiberlusconismo da parco giochi. Ne vedo molti.
      Mi resta l’impressione di una reticenza a mettere soggetti nella tua retorica, dove per retorica intendo l’ars, non la pratica della noia verbale. Postmoderno non so cosa intendi, mi pare di non esserlo, anzi forse sono troppo moderna, un po’ categorica.
      Nel post non parlo di un noi, parlo di un io, parlo per me. Tu chi sei?

  • Giovanni ha detto:

    Io non ho catene. E non sono a terra. La retorica è l’azione senza pensiero, il dogma, le parole ripetute senza averle fatte proprie. E se posso condividere l’avversione per l’antiberlusconismo da parco giochi, questo non mi impedisce di pensare che il berlusconismo sia comunque peggiore, e che se ad una denuncia non segue una proposta il discorso resta qualunquista. Le tue parole parlano di te ma non a te, visto che le esprimi in pubblico, ed una volta espresse ognuno ci legge ciò che vuole o può. Sul cinismo postmoderno ti consiglio l’intervista a David Foster Wallace.

    • ecudiélle ha detto:

      ah DFW. Ma davvero tu non la vedi la proposta? è lì, davanti ai tuoi occhi.
      per retorica, io intendo l’ars. non la parola vuota d’azione. le parole e il loro significato sono importanti.
      ti sei proprio incaponito, giovanni. c’è un che di erotico nel tuo atteggiamento

  • Ungormìte ha detto:

    Nel dubbio, io c’ho sparato n’altro like.

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