there is a light that never goes out

maggio 5, 2011 § 9 commenti

 
C’è uno spazio, un luogo intermedio come quello tra la tenda e la finestra, o tra il niente vestito e il niente immaginato, una dimensione tra il corpo mercificato, vessillo e vascello di simboli e un’essenza di umano solo pensata, che non esiste davvero se non nelle cantilene e nei mantra in cui la costringiamo. Gli animali e le piante non sentono così, non vivono così, non muoiono così.
È uno strato sensibile e vitale, sottile e resistente, tra la pelle che puoi toccare e i fantasmi del nulla che giocano ininterrottamente tra esigenze di narrativa e logica e la speranza di una favola diversa.
In quello spazio esisto senza domande e senza risposte, in quello spazio di nudità e verità irrimediabile ed essenziale, irriducibile non traducibile, inenarrabile e compresente vivo con gli amanti di ogni amore, con quelli che hanno lasciato indietro le parole e portano con innocenza il peso del corpo, con quelli che hanno dita e sguardi che attraversano la pelle e si fermano lì, di fronte ad un finito che descrive un infinito.

ciao E, non so se la nuova dell’uomo-dell’sms era brava fotografa prima e adesso che sta con l’uomo-dell’sms ha perso il tocco. è come chiedersi se l’economia faceva già schifo prima della crisi.
hai ragione, l’uomo-dell’sms è uno stronzo affetto da incomunicabilità e narcisismo ma secondo me se non lo capisci dopo la seconda volta che te lo scopi anche tu hai dei problemi.
e quindi gli ho mandato un sms, all’uomo-dell’sms. dopo quanto? due anni?
– sono a venezia da sabato a martedì. te lo bevi uno spritz con me? mi spieghi il procedimento breve mentre io ti guardo le unghie.
– buongustaia. A che ora arrivi?
perché l’uomo dell’sms è così: sottaniere e narciso. però anche completamente nudo.

C’è una luce che non è la luce del sole contro la luce del buio, non è la luce artificiale della lampadina con cui leggo la notte, né il riflesso dello schermo sulla mia faccia, è la luce dove le forme sono reali oltre la loro realtà visibile e prima della loro immaginazione invisibile, tra il corpo e l’anima che non c’è, è la luce dove non ci sono giochi di ombre, ma solo ombra di naso sul viso.

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