vita da cane

giugno 8, 2011 § Lascia un commento

 
“In ciascuna di queste immagini c’è almeno un cane. Questo è chiaro e può darsi che non sia altro che un espediente. Tuttavia sembra che i cani siano la chiave per aprire una porta. No, un cancello – perché tutto succede fuori, fuori e oltre.
Noto anche di ciascuna fotografia, la luce particolare, la luce definita dall’ora del giorno o dalla stagione dell’anno. È, invariabilmente, la luce in cui figure cacciano – animali, nomi dimenticati, una strada che porti a casa, un nuovo giorno, sonno, il prossimo furgone, la primavera. Una luce in cui non c’è permanenza, una luce che non dura più di un breve sguardo. Anche questa è una chiave per aprire il cancello.

[…] Viviamo la nostra quotidianità immersi in uno scambio continuo con l’insieme delle apparizioni quotidiane che ci circondano – spesso sono molto familiari, a volte sono insolite e nuove, ma sempre rafforzano la nostra esistenza. Lo fanno anche quando sono minacciose: la vista di una casa in fiamme, per esempio, o di un uomo che si avvicina con un coltello tra i denti, ci ricordano ancora (e con insistenza) che la nostra vita è importante. Ciò che normalmente vediamo, rafforza chi siamo.

Tuttavia può succedere, improvvisamente, inaspettatamente, e più frequentemente nella penombra degli sguardi distratti, di cogliere un altro ordine apparente che interseca il nostro e con questo non ha niente a che fare.

La velocità di una pellicola cinematografica è 24 fotogrammi al secondo. Dio solo sa quanti fotogrammi al secondo guizzano ogni giorno davanti ai nostri occhi. Ma è come se in quei brevi momenti di cui parlo, improvvisi e sconcertanti, potessimo vedere tra due fotogrammi. Veniamo a contatto con una parte del visibile che non era destinata a noi. Forse era destinata a uccelli notturni, renne, furetti, anguille, balene… Forse non era destinata solo agli animali ma ai laghi, agli alberi che crescono lentamente, ai minerali, al carbone…

[…] I cani, con le loro gambe veloci, i nasi appuntiti e una capace memoria uditiva, sono naturali guardie di frontiera di questi interstizi, I loro occhi, il cui messaggio spesso ci confonde con la sua muta insistenza, sono in sintonia con il mondo degli uomini e con gli altri mondi visibili. Forse è per questo che, in così tante occasioni e per ragioni diverse, addestriamo i cani come guide.”

John Berger (su Pentti Samallahti), Opening a gate, 2001

Pentti Samallahti, Lianwuno, Wales, 1995

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