I’m a free bitch, baby

giugno 22, 2011 § 11 commenti

Mi faccio continuamente foto con l’autoscatto, ché a guardarmi dentro non trovo niente, non trovo racconti, né canzoni, e allora provo con l’autoscatto. Poi le guardo scontenta di quello che vedo, ma non è solo perché sono tutte deformate, il 28mm dei cellulari gonfia il naso e la bocca, se pieghi la testa in avanti sei tutta una fronte, se la tiri indietro sei solo mento. Non trovo quello che cerco. Forse quello che cerco è in movimento e la foto è statica, sembro una faccia di cera, un occhio di vetro. Sembro morta. Cerco qualcosa di vivo.

O forse quello che cerco sta tutto nel segreto delle mie mutande. Tutte le domande e tutte le rispose, tutte in ordine sparso. Come quando da adolescente mi guardavo la figa negli specchietti del fondotinta per scoprire chissà quale mistero. Neanche lì ho visto quello che cercavo.

Perché quello che cerco non è un io ma è l’oggetto di un soggetto, quello che cerco non è un’espressione sul mio volto ma uno sguardo che si guarda. Avrà avuto ragione Sartre a vanificare l’ipotesi di un Essere sommerso e vero, e salvarci dalla vanità di cercare una dimensione a zero dimensioni, e a metterci sul tavolo degli attrezzi quotidiani una coscienza che altro non è che uno sguardo invertito.

O forse è perché mentre penso di dover imparare le regole del gioco che siamo, scopro che è meno monotono scriverle e riscriverle, e se lascio che l’anello scivolato dalle dita cada sul fondo dell’oceano e torno in superficie senza inseguirlo là dove non si respira, vedo che il mio bisogno di approvazione e la mia fantasia di abbandono sono un velo calato su di me, su di te, su tutto e di quel velo vorrei fare stracci utili a tirare a lucido il pavimento su cui ballo lady gaga in mutande e maglietta.

Oggi ho visto una coppia di vecchi così vecchi da essere la vecchiezza, ciuffi di peli grigi anche sul naso e covoni le sopracciglia, un coriandolo verde tra i capelli e l’immancabile crosta in faccia, segno di cadute senza freno, e il livido sulle gambe dove le vene esplodono ad ogni sfioramento, occhi celesti e intelligenti come lapislazzuli retroilluminati, il bastone di legno che ricalca le vene rigonfie del braccio e le rughe infossate del volto, una scatola di romeoYjulieta nella busta di pelle. Mi è venuto da chiedermi se hanno mai praticato l’asfissia erotica, come fanno l’amore, come sono invecchiati.

Tra duecento anni di tutte questo non importerà niente a nessuno, nessuno si ricorderà di noi che scriviamo i blog, di noi che vi scaviamo dentro senza arrivare a nulla, nessuno saprà se mi sono partorita nuova o se sono rimasta accucciata in un angolo a digrignare i denti.

Faccio un altro giro di lady gaga in mutande rosa davanti allo specchio, chiudo gli occhi e mi immagino.

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§ 11 risposte a I’m a free bitch, baby

  • idromorfone ha detto:

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  • idromorfone ha detto:

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    • ecudiélle ha detto:

      esproprio proletario dei teatri esproprio proletario dei teatri esproprio proletario dei teatri esproprio proletario dei teatri esproprio proletario dei teatri esproprio proletario dei teatri

  • andrea C ha detto:

    Ga ga oh la la want your bad romance

  • andreaC ha detto:

    asfissia erotica con le mutandine rosa

  • issohardtosee ha detto:

    Asfissia erotica?
    A me mi scompiscia… Perché?!
    Mi fa pensare ai cliché… Perché?!
    Certi giorni vorrei essere già vecchia… Perché?!
    Mi rode che Sartre se lo ricorderanno pure dopo che avrò tirato le cuoia e a me che mi interrogo e mi spello partendo dalle pellicine delle unghie non mi cagherà nessuno!
    Ci dimenticheremo l’un l’altra, eppure non voglio!

  • andreaC ha detto:

    Ecudielle, hai una scartata al nobel per la letteratura tra i commentatori…? tutte le fortune, tu.

  • issohardtosee ha detto:

    Ecco… pure quello che mi prende per il culo!
    La prossima volta segnalo in corsivo la frase di AUTO-presa per il culo se no l’ego altrui si sente offeso!
    Mah!

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