essere indefinitamente

maggio 26, 2011 § Lascia un commento

 
Lo sforzo con cui ogni cosa cerca di perseverare nel suo essere non è altro che l’essenza attuale della cosa stessa. (Spinoza, Etica, Parte III, Prop. VII)

Questo sforzo, quando viene riferito soltanto alla mente è chiamato Volontà (voluntas); ma quando viene riferito insieme alla mente e al corpo, è chiamato appetito (appetitus). Tra l’appetito e il desiderio non vi è alcuna differenza, se non che il desiderio si riferisce agli uomini in quanto consapevoli dei loro appetiti, e perciò può essere così definito: il Desiderio (cupiditas) è l’appetito con la coscienza di sé.

Da tutto ciò risulta evidente che noi non tendiamo verso qualcosa, non la vogliamo, non la appetiamo né la desideriamo perché giudichiamo che sia buona; ma, al contrario, giudichiamo che sia buona perché tendiamo ad essa, la vogliamo, la appetiamo e la desideriamo. (Prop. XIX)

Letto da lei era più bello.

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